Se il venerdì non esistesse… bisognerebbe inventarlo

Ory, l'antico egizio gay che ha inventato la settimana

Mi immagino l’antico egizio che ha inventato la settimana, a torso nudo e con tanto di eyeliner – un tantino gay, a dire il vero! – mentre sbuffa, alzando gli occhi al cielo – ora è proprio gay – e pensa: “Minchia ma qui il tempo non passa mai! Bisognerebbe inventare un modo per suddividere i giorni, un modo che contempli minimo 2 giorni di riposo in cui si fa baldoria con gli amici”.
A quel punto sorride furbetto tra se e sè, fa i conti con le dita, prende una pergamena fresca fresca e scrive dei simpatici geroglifici che significano “SETTIMANA”.
E bravo Ory!!! Se non avessi inventato il week end, come faremmo noi poveri lavoratori del ventunesimo secolo.
Il lunedì è il giorno più brutto della settimana. Si hanno ancora i postumi del fine settimana, mancano ancora ben quattro giorni al venerdì e, dulcis in fundo, bisogna pure svegliarsi all’alba per andare a lavorare.
Come si fa ad essere felici in queste condizioni? Chi lo sarebbe?
Già il martedì è leggermente più accettabile perchè mancano solo 3 giorni al week end e magari la sera si riesce anche a fare un aperitivo veloce – non si può fare tardi perchè il giorno dopo c’è la sveglia presto! Quando becco quello che ha inventato la sveglia, facciamo i conti.
Vabbè, arriviamo a mercoledì, giorno in cui si riesce già ad intravedere la luce in fondo al tunnel cioè il venerdì…mancano solo 2 giorni, evvai!! E magari la sera si esce pure per un cinemino – che a Roma si paga meno – al penultimo spettacolo ovviamente. Noooo, l’ultimo spettacolo, no, dopo si fa troppo tardi e l’indomani si deve sempre andare a lavoro!
Ma il lavoro del giovedì è sempre molto più fluido e sereno. Tanto domani è venerdì.
VENERDIIIII’ standing ovation!!!!!!!
In virtù del quale ci si può anche permettere di fare più tardi il giovedì… tanto domani è venerdì. Musica per le mie orecchie.
Il lavoro del venerdì è fugace e veloce, sembra quasi una rapina.
E all’uscita dall’ufficio ci si sente come per magia rinati, come un bimbo che riesce ad uscire dal ventre materno dopo 5 giorni di doglie e travaglio. ARIA, è venerdì e la mia VITA è MIA.
Il venerdì sera si compiono le più grandi cazzate della terra. La gente è talmente felice di essersi rimpossessata della propria vita che agisce senza pensare – soprattutto senza pensare alla sveglia visto che l’indomani è sabato.
Anche il sabato è uno dei giorni per cui vale la pena vivere, ma ha delle connotazioni più rilassanti e sicuramente meno eccitanti del venerdì, in cui tutto è permesso.
Il sabato di solito si fanno cose che non si fanno gli altri giorni della settimana, tipo sistemare la pila dei vestiti accumulati sul letto oppure andare a fare 2 o 3 carrelli di spesa.
La sera si esce ovviamente, ma sono contemplate anche opzioni più soft rispetto al venerdì. Di sabato si può anche fare qualche cenetta romantica oppure giocare alla Wii con gli amici a casa.
E si tira fino a tardi tardi, fino allo stremo delle forze perchè l’indomani, ahimè, l’indomani è l’ultimo giorno di libertà.
Infatti, la domenica anche se riposante, è sempre pervasa da una certa tristezza al solo pensiero dell’innominato primo giorno della settimana.
Normalmente la giornata si conclude con un aperitivo o un cinemino veloce. Senza fare tardi ovviamente, che bisogna svegliarsi presto!
Siamo in un tempo ed in una società weekendcentrica, dobbiamo ammettere la realtà. Forse a causa dell’edonismo dilagante o del calcismo sfrenato. Non so perchè, ma comunque è bello vivere in funzione del venerdì, aiuta a tenere duro nei momenti in cui si vorrebbe mollare tutto e scappare sulla famosa spiaggia deserta.
Forse è solo un palliativo, un contentino, o forse solo un’illusione. Ma cosa importa?
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta… perchè oggi è già venerdì!!

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