Quelli che, anche se muoiono, rimangono immortali… Ciao Marco!

Alcuni se la vanno a cercare, altri sono costretti ad affrontarla ogni giorno e per certe persone arriva all’improvviso. Sempre lei… la morte beffarda che se ne fotte di chi sei, di quanto guadagni e di cosa hai studiato. Quando ti tocca, ti tocca e non c’è appello.
E’ un concetto assurdo da accettare, specialmente per chi è giovane, ma proprio nel momento in cui si è coscienti e consapevoli della propria caducità, è quello l’attimo in cui si diventa veramente immortali.
Quando vivi ogni secondo come fosse l’ultimo, quando dai significato al poco e al molto e quando capisci che l’unica cosa che conta è cercare di essere felici, almeno, in questo mondo a cui non abbiamo chiesto di nascere.
Sono affascinata dalle corse motociclistiche, ma non sono mai riuscita a guardarle tranquilla perchè essendo abbastanza ansiosa avevo sempre paura che quei ragazzi potessero cadere e farsi male.
I miei amici mi prendevano in giro dicendomi che tanto, i professionisti hanno talmente tante protezioni che anche se cadono si fanno poco e niente. Tre anni fa, ho deciso che era giunto per me il momento di provare l’ebbrezza della moto e accettai l’invito del mio ex ragazzo a fare un giro in costiera amalfitana.
Lui aveva una Yamaha qualcosa – non mi chiedete le specifiche tecniche per favore – un proiettile nero, sul quale era difficile anche reggersi in equilibrio.
Quando partimmo lo minacciai di andare piano, altrimenti mi sarei vendicata dopo in albergo.
Lui, intimorito, mi prese in parola, ma appena arrivato in autostrada non ce la fece più a tenersi ed accellerò in pochi secondi fino a raggiungere i 300 all’ora.
Quando sentii la testa che si staccava dal collo, pensai che avrei fatto la fine di Maria Antonietta grazie alla moto-ghigliottina e a quel celebroleso – con tutto il rispetto per i celebrolesi – che non mi aveva avvisato di sistemarmi bene dietro di lui e di non spostarmi per nulla al mondo.
Nonostante il terrore e le difficoltà di equilibrio, quella sera scesi dalla moto completamente innamorata… non del mio ex, ma di quel mezzo veloce e ruggente simbolo della libertà allo stato puro.
Non ho voluto vedere l’incidente di Marco.
Siamo abituati da film e tv a vedere in continuazione gente morire, ma quello è per finta. La morte, quella vera, mi fa ancora troppa paura.
So che potrebbe cogliermi in qualsiasi istante, e se anche fosse domani, me ne andrei felice perchè credo di non aver sprecato nemmeno un attimo del tempo che la sorte mi ha dato.
Penso che noi che rimaniamo, non si sa ancora per quanto, dobbiamo vivere anche per chi non c’è più.
Grazie capellone del tuo sorriso e del tuo esempio. Continua a vivere dentro di noi. Ciao

 

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