In realtà, avevo considerato il fatto che negli Stati Uniti il 17 porta bene e quindi dovendo scegliere un giorno in mezzo alla settimana per risparmiare sul volo, quale giorno migliore di mercoledì?!?!
Sempre per risparmiare feci scalo a Francoforte e ricordo che quando arrivai nella grande mela, la temperatura era molto più mite rispetto a Roma.
Non riesco mai a dormire in aereo, nemmeno se mi impasticco e nemmeno se ci devo stare 8 ore, ma in quell’occasione a maggior ragione. Stavo dando una svolta radicale e folle alla mia vita. Come potevo sonnecchiare con tutta quell’adrenalina nelle vene?!?!?!
Quando avvistai terra dall’alto, mi misi addirittura a piangere dalla gioia per il mio sogno che si stava realizzando.
Quelle erano anche lacrime di paura, ovviamente, ma per fortuna ho trascorso l’anno più indimenticabile della mia vita a New York.
Oggi ripenso a tutti i miliardi di cose che sono successe in questi quattro anni. A tutti i progetti e i sogni che sono riuscita a realizzare, a tutte le idee che ho avuto, a tutte le migliaia di persone che ho conosciuto, a tutte le cose serie che ho detto ma soprattutto alle cavolate che ho partorito.
Il tempo è davvero volato ed è un ottimo segno, perchè il tempo passa veloce quando si è felici.
Non sono più tornata nella mia Manhattan, ma un pezzo del mio cuore è sempre là, ai piedi della statua della libertà.
Ripenso alla mia esperienza americana ogni giorno e quando ho un problema penso che, dopo tutto quello che ho superato dall’altra parte del mondo, quasi nulla mi preoccupa più.
