Voglio una vita che se ne frega… ma come si fa?!?

O Vasco divino,

ti prego insegnami ad avere una vita come canti tu.

Maleducata, esagerata, ma soprattutto dammi la forza di fregarmene di tutto! Grazie… ah e quasi dimenticavo, Amen”

 

In effetti, analizzando il testo della celebre canzone con cui sono cresciuta e, che ancora oggi ascolto sempre volentieri, mi sorprendo delle vere e proprie somiglianze con la mia vita reale.
Dunque, iniziamo dal principio.
“Voglio una vita maleducata”. Beh, se per maleducata intendiamo anticonvenzionale e aldilà delle regole, allora direi che ci siamo. Se, invece, per maleducata si intende dire parolacce, ruttare e fare gestacci in giro, purtroppo o per fortuna ho ricevuto un’educazione anche troppo rigida quindi devo veramente sforzarmi tanto per infrangere le regole, e devo ammettere che quando lo faccio, mi sento proprio bene!
“Voglio una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormono mai”
Questa frase mi taglia proprio a pennello. Sono sempre stata un animale notturno e svegliarmi presto non fa proprio parte del mio DNA.
Quando sono costretta a svegliarmi presto è una specie di tortura cinese. Lo è sempre stata, sin dall’epoca della scuola. Mi svegliavano alle 7 (che per il mio bioritmo equivalgono alle 3 di notte, circa), e fino alle 10-11 la mia era solo una sveglia apparente. In realtà, dentro di me, ero ancora persa in un sonno vigile molto simile al sonnambulismo cronico.
Invece, di notte sono sveglia come un grillo. Ho sempre studiato, letto e scritto in orario notturno. Indovinate che ora è adesso?
E non è una questione di abitudine, è una questione genetica. Io, Vasco e tanta altra gente siamo nati proprio così e lo dobbiamo accettare. Punto e basta.
Comunque il massimo del “non dormire mai” l’ho raggiunto a New York, dove ho vissuto un anno.
Non a caso è soprannominata la città che non dorme mai, dove tutto è aperto 24 ore su 24. Infatti, anche grazie al caffè e alla Red Bull, a New York riuscivo a vivere a 300 all’ora non fermandomi mai. Tra la scuola, il lavoro e, soprattutto il divertimento, era difficile trovare il tempo per dormire, ma le rare volte che entravo in contatto con il materasso, cadevo in una specie di coma profondo dal quale riuscivano a svegliarmi solo dopo minimo 3 sveglie.
L’unico problema di quando non dormo mai è che divento leggermente paranoica-fobico ossessiva, oltre a balbettare, quindi per il bene della povera umanità inconsapevole che mi circonda cerco sempre di riposare almeno 8 ore al giorno.
Ma proseguiamo con l’analisi del testo.
Innanzitutto vorrei sapere: dove minchia è questo famoso Roxy bar???
Vabbè che dopo la canzone ne avranno aperto almeno uno in ogni paese, ma originariamente Vasco, dove lo è andato a pescare questo posto?
In effetti, sono stata in così tanti bar sparsi per il mondo che è molto plausibile che io mi sia anche bevuta il famoso whisky in questo famoso Roxy bar. Ma perchè il whisky?!? Non è possibile avere un altro drink?!
E’ che mi fa diventare aggressiva, l’ultima volta che ho esagerato con il Jake Daniels, mi sentivo una via di mezzo tra l’incredibile Hulk ed il giustiziere della notte. Nessuno mi si poteva avvicinare o era morto. Non sono cose carine.
Se potessi invitare Vasco al bar gli offrirei di sicuro il mio drink preferito, cioè la tequila che mi fa ridere a crepapelle fino a cadere dalla sedia. Mai successo, che io mi ricordi!
Tre anni fa ho preso talmente in parola il testo di questa canzone che mi sono proprio messa a lavorare in un bar, ma non in un bar qualunque. Il mio bar era a Broadway, accanto ai teatri più famosi e quindi, mi sono veramente ritrovata davanti alle stars, numerosi attori e cantanti che passavano per il centro del mondo, “ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi”.
E se riguardo indietro alla mia breve ma intensa vita, altro che vita spericolata, altro che vita esagerata… la mia è stata ed è molto meglio di quella dei film.
Con tutto il rispetto per Steve McQueen e per Vasco ma non penso siano solo le corse con le macchine o l’abuso di alcool e droga a rendere una vita spericolata.
Al giorno d’oggi ritengo che la cosa più avventurosa e temeraria che si possa fare è fidarsi del prossimo e soprattutto abbassare le proprie difese ed amare.
Il coraggioso è chi si butta a capofitto in nuove storie e chi vince le proprie paure in nome di un ideale, sperando nella buona sorte, perchè ovviamente “…è una vita di quelle che non si sa mai”.
Vi assicuro che avere un sogno e lottare ogni giorno per concretizzarlo è una delle cose più spericolate che si possa fare.

L’unica cosa su cui non sono d’accordo Vasco, scusa, è la vita piena di guai. Già le bollette, le multe, i lavori precari, le catastrofi naturali e gli attentati sono abbastanza… vogliamo aggiungere qualcos’altro!? Ah, mi sono dimenticata la cellulite irreversibile.

Alla fine Vasco ha sempre ragione, perchè per amare, sognare e vivere, insomma per essere spericolati, bisogna fregarsene di tutto, compresa la simpatica cute a buccia d’arancia, e su quello ancora ci sto ancora lavorando.

La simpatica cute a buccia d'arancia

 

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Voglio una vita spericolata… ma non troppo!

Valeria Luzi

Il grande Vasco

A sette anni, quando cantavo a squarciagola la canzone “Vita spericolata”, non pensavo di esser presa così alla lettera negli anni successivi.
Ovviamente non potevo nemmeno lontanamente cogliere il significato di quelle parole, ma forse ero d’istinto attratta da tutto ciò che è sregolato, anche se al tempo stesso mi faceva una gran paura.
Già un anno prima, a 6 anni, avevo rischiato di morire per un fortissimo attacco di peritonite e sicuramente sarei morta se fossi nata anche solo 50 anni prima o anche meno. E allora perchè rimanere vivi?
Cosa ho fatto per meritare la fortuna di arrivare ad oggi, nonostante tutte le incognite e i pericoli della vita?
E’ veramente solo un caso o questa famosa fortuna esiste?
Proprio qualche mese fa ero seduta ad un ristorante con degli amici per cena. Una vecchina straniera si avvicinò al nostro tavolo per chiedere l’elemosina, poi si voltò verso di me come attratta da qualcosa.

“Tu proprio fortunata” disse e spalancò la sua bocca senza nemmeno un dente in un sorriso smagliante.

“Grazie, lo so” risposi tra il lusingato e l’imbarazzato.

Perchè una parte di me quasi si vergogna di essere nata fortunata e di continuare ad esserlo. Un’altra parte di me ha paura che se ammetto a me stessa di essere fortunata, poi la fortuna volerà via da me come fosse un uccellino dalle ali dorate poggiato sulla mia spalla.
Mi hanno anche insegnato a non vantarsi delle proprie fortune per non attirarsi le invidie della gente ma, secondo loro, non bisogna nemmeno lamentarsi delle proprie disgrazie altrimenti la gente è contenta… insomma, se questa è la gente che dovrebbe starmi vicino, no grazie, preferisco farla subito finita e buttarmi dalla finestra.
Anche se poi ci sono pure quelli che non sono morti lanciandosi dal quarantesimo piano e allora? Quella cosa è? Fortuna o jella?
Un’altra verità è che io sono fortunata perchè mi sento fortunata. Cerco di attirarmi sempre l’energia positiva che mi circonda e mi sforzo costantemente di pensare positivo, anche se, di motivi per essere negativi ce ne sarebbero molti di più.
Ma fa niente!
La verità è che se oggi non fossi stata fortunata forse adesso sarei in un letto di ospedale o peggio ancora. Ma magari morendo avrei fatto la fortuna di altre persone con i miei organi.
Fatto sta che la mia pellaccia dura è ancora attaccata alle mie ossa ed il mio culo è ancora tra i viventi. E allora mi chiedo perchè?
L’unica risposta che mi viene in mente è che se l’universo mi tiene ancora in vita, forse è perchè servo all’economia dell’umanità. O, vista in chiave storica, forse devo ancora fare qualcosa nella mia vita, magari qualcosa di importante che cambierà il resto del mondo per sempre. Chissà!
Sicuramente sono grata per non aver fatto un incidente mortale, ma sono anche decisa a sfruttare questa mia seconda chance inondando l’universo delle mie pippe mentali.
Anche se, ho come il vago sospetto, che se abbondo troppo con le elucubrazioni, al prossimo incidente l’universo si libererà di me espellendomi come un fastidioso sassolino nel mocassino.
Vedremo, vedremo. Mi piace sfidare la sorte… Vasco docet
“Voglio una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto sì!!!”
Allora io me ne frego anche della fortuna e della sfiga, dell’universo e dell’incidente. E finchè sono viva cerco di godermela il più possibile perchè “… del doman non v’è certezza”.

Il grande Lorenzo

 

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La sexy fiaba di Valeria Luzi. Alla ricerca del p… azzurro

 

SCRITTO DA FEDERICA FERRO    VENERDÌ 24 GIUGNO 2011 17:27

 

 

FIGABOOK di Valeria Luzi

FIGABOOK di Valeria Luzi

Bookolica di questa settimana sarà di dimensioni ridotte. Un po’ perché il libro presentato è rapido e maneggevole (anche a livello di pagine), un po’ perché per l’argomento trattato poche parole bastano per capirci. Allora, preparatevi a leggere uno dei libri più esilaranti sul sesso che siano mai stati scritti!

 

Quando si dice un titolo che è tutto un programma!Figabook è il titolo del libro della settimana, una favola moderna raccontata da Valeria Luzi e pubblicato per Aliberti Editore.
Immaginatevi una giovane principessina, che comincia a scoprire la sua sessualità. Ovviamente come in ogni fiaba che si rispetti si va alla ricerca del princ… ehm del pisello azzurro! Nel mondo creato da Valeria Luzi, Tina – che altro non è che la personificazione di una vagina – è l’ingenua protagonista che scopre man mano il mondo del sesso, scoprendo a sue spese che a volte il rapporto con i sentimenti amorosi non è esattamente roseo come nel mondo Disney. Guidata da Papapene e Vagina Madre, la giovane Tina cercherà di districarsi tra mille avventure, amori finiti male e qualche situazione imbarazzante…

 

Con un linguaggio che rompe ogni tabù, il racconto di Valeria Luzi ci presenta la complicata vita del sesso, smascherando anche quelli che sono gli aspetti più grotteschi della vita sessuale. Tina è un’adolescente curiosa che ha un difficile rapporto con le altre parti del corpo, soprattutto con “le gemelle smorfiotette” che stanno là in alto. La ricerca per il suo amore non è ovviamente una cosa facile, anzi il finale è dissacrante se lo si guarda con gli occhi sognanti, ma è sicuramente una rivendicazione. Anzi l’intero libro è una dichiarazione di libertà. Il punto di vista femminile lo rende ancora più spassoso, poiché si scontra apertamente contro ogni retorica perbenista. Dissacrando l’immagine perfetta dell’amore per sempre!

 

È come ascoltare Tre Donne e una Gamba!

 

L’appunto
L’impaginazione del libro è curata e sulle pagine ci sono dei simpatici disegni che ci ricordano l’obiettivo di Tati: trovare il suo pisello azzurro.

L’autore

Valeria Luzi è una giovane esordiente… da tenere d’occhio!

La citazione

«Io ero alla ricerca dell’amore della mia vita, del pisello azzurro, mentre quei poveretti disgustosi non facevano altro che fissare con la bava alla bocca le smorfiosette mentre, di nascosto, cercavano di sfiorare non me o le gemelle…bensì lu! Poi non chiedetemi perché, ma quei derelitti trovavano stimolante persino il mio lato B. Forse perché avevano il suo stesso quoziente intellettivo» […]

Figabook – Valeria Luzi

Aliberti Editore
Prezzo 9,90

http://www.rumoreweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1097:la-sexy-fiaba-di-valeria-luzi-alla-ricerca-del-p-azzurro&catid=61:rubrica-bookolica&Itemid=317

 

 

 

 

 

 

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VALERIA LUZI: per scrivere bisogna “vivere”

http://www.art-mag.it/2011/05/valeria-luzi-per-scrivere-bisogna-%E2%80%9Cvivere%E2%80%9D/

Com’ è iniziata la tua “avventura” nel mondo della scrittura?
L’avventura di ogni scrittore inizia nel mondo della lettura. Ed anche per me è stato così. Ricordo che, ancor prima di imparare a leggere, osservavo i libri come un goloso guarda la Nutella. Dal momento in cui la maestra mi insegnò a decifrare quei segni misteriosi che racchiudevano infinite storie fantastiche, non mi sono mai fermata nella lettura famelica di tutto ciò che mi capita sotto mano.

Qual è stato il tuo percorso formativo?
La mia fervida immaginazione naturale si è abbeverata alla fonte dei classici. Innanzitutto latini e greci al liceo e poi ho proseguito il mio percorso formativo laureandomi in filosofia estetica, che esplora il concetto di bello, e quindi di arte, sotto ogni punto di vista. Mi sono specializzata in scrittura creativa presso la Mondadori , ma ciò che mi ha spinto a prendere la penna in mano, sono state le innumerevoli esperienze di vita vissuta in giro per il mondo.

In che modo hai costruito il tuo romanzo, quali passi segui per arrivare alla stesura finale?
Il mio primo romanzo “Figabook” (Aliberti Editore) è stato lungamente meditato, ma non tanto nella sua costruzione, quanto nell’idea generale. Ho sempre voluto scrivere qualcosa sul sesso, ma volevo distinguermi da tutti gli altri romanzi erotici che spesso e volentieri trattano il sesso in modo morboso, sporco e appiccicaticcio. Quindi ho  a lungo cercato un escamotage che mi permettesse di trasmettere al mondo la mia idea del sesso come di un qualcosa di naturale, pulito e soprattutto divertente.  Quale modo migliore per rendere questa idea se non quello di usare il genere letterario della favola creando un mondo fantastico dove esistono solo piselli e patate?

Qual è il personaggio che hai creato e al quale sei maggiormente legata?
Di sicuro il personaggio di Patatina Fresca, detta Tina o Tati, la protagonista di “Figabook” , ingenua vagina ossessionata  dalla ricerca del pisello azzurro, ancora convinta che l’amore perfetto esista, come le ha sempre insegnato la sua famiglia. Costretta, invece, a scontrarsi con la dura realtà, Patatina capirà che purtroppo la perfezione non esiste e che, forse, è anche meglio così.

Cosa ami di più del lavoro di scrittrice?
Sicuramente amo perdermi nel mio mondo fantastico fatto di storie e personaggi creati dalla mia immaginazione. Amo la vita e soprattutto amo vivere tante vite molto diverse fra di loro.

Cosa, invece, non ti piace?
Non mi piace il mondo dell’editoria composto prevalentemente da persone interessate solo all’aspetto commerciale ed economico della scrittura. I grandi non hanno mai scritto per vendere, ma alla fine hanno venduto, eccome.

C’è qualcuno in particolare che ammiri e da cui trai ispirazione?
Credo che per scrivere, innanzitutto bisogna vivere. Infatti, uno dei miei scrittori preferiti è di sicuro Charles Bukowski , il quale dopo aver vissuto molto intensamente la sua vita, a 50 anni, ha preso la macchina da scrivere e non ha mai smesso di tamburellare su quei tasti.

Qual è il tuo libro preferito, e perché?
I miei libri preferiti sono troppi. Ma uno di quelli che mi ha cambiato la vita è di sicuro la geniale favola “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Nulla è come sembra.

Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere la tua professione?
Consiglio di leggere, ma soprattutto di vivere, di essere curiosi ed assetati di conoscenza. Lo scrivere è solo l’atto finale di un processo molto più lungo che si chiama vita.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ultimamente ho imparato sulla mia pelle che uno dei segreti per essere felici è vivere, qui, ora. Quindi, ora come ora, il mio progetto futuro è cercare di rispondere nel migliore dei modi a queste domande, dopodichè andrò a pranzo e poi a lavorare e per quanto riguarda il futuro chi vivrà, vedrà.

Cosa vorresti dire ai nostri lettori?
Sembrerà scontato, ma vorrei dire loro di non avere paura di essere sè stessi. Non avrete mai più una seconda occasione per vivere la vita come avreste voluto, quindi, smettetela di farvi le “seghe mentali” e cercate di fare di voi stessi un capolavoro.

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ECCO PERCHE’ LE ROMANE LO FANNO MEGLIO

ECCO PERCHE’ LE ROMANE LO FANNO MEGLIO

di VALERIA LUZI

http://affaritaliani.libero.it/roma/fellatio_a_roma_280111.html

Per diventare maestre nell’arte della fellatio (sesso orale) non servono solo passione, talento naturale e fantasia, ma sono necessari anche studio, corsi, dedizione e tanta, tanta pratica.

Una quarantina di donne della “Roma bene” dai 30 ai 50 anni si è riunita nell’accademia creata all’interno della boutique di corso Vittorio Zouzou e  hanno sostenuto la tanto temuta prova orale, superandola con ottimi voti tra continue risate e applausi.

Le mogli di professionisti e imprenditori, ma anche donne single in carriera, si riuniscono ogni mese da quattro anni nell’accogliente salotto rosso pompeiano, a due passi da Piazza Navona, per saperne di più sulle nuove frontiere del sesso, ma soprattutto per divertirsi tra amiche, sdrammatizzando sul mondo maschile.

La serata sembrava più un divertente spettacolo di cabaret che una lezione tecnica su come migliorare le proprie performance sessuali. D’altraparte imparare divertendosi è da sempre considerato il miglior modo di apprendere.

Lo sanno bene le signore intervenute, clienti della sexy boutique, che considerano il sesso un qualcosa di bello, naturale e davvero divertente, soprattutto se a raccontarlo è la dissacrante poetessa e attrice comica Claudia D’Angelo, che ha intrattenuto le partecipanti nella prima parte della serata, raccontando la sua prima esilarante esperienza di fellatio e sfatando alcuni luoghi comuni riguardanti il sesso orale.

Anche grazie ai cocktail rosa Cosmopolitan, reso celebre dalla serie TV cult “Sex and the city”, sembravadavvero di essere tra tante Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, in una delle loro serate in cui si divertono parlando di uomini e scambiandosi segreti e consigli su come farli impazzire.

Riscaldato a puntino il pubblico, Claudia D’Angelo, ha introdotto a sorpresa, proprio quattro esemplari del genere maschile dai 30 ai 50 anni, tra cui un gay, che hanno colto al balzo l’opportunità di dare finalmente dei voti alle donne sulle loro prestazioni orali, raccontate, ovviamente, e non eseguite al momento.

Moderatrice della votazione e consulente tecnica è stata la sessuologa Barbara Florenzano,dalle cui labbra pendevano tutte le partecipanti, ansiose di sapere come migliorare le loro competenze in materia, e forse, sorattutto,  come superare la solita routine con il proprio partner.

Risultato: gli uomini hanno confessato le loro preferenze nei minimi dettagli, consigliando alle donne di non reprimere il loro enorme potenziale ma di continuare sempre a sperimentare ed allenarsi, mentre le donne hanno dimostrato di saperne, come al solito, molto di più, affermando che sono loro ad avere sempre e comunque il controllo sull’uomo, specialmente durante la fellatio.

Insomma, se alle 23,30 non fosse stata conclusa la serata, sicuramente avrebbe potuto proseguire fino a notte fonda, perchè nessuno dei partecipanti, sia uomini che donne, avrebbe voluto lasciare il tempio dell’eros glamour Zouzou, continuando a divertirsi sfatando il famoso tabù del sesso orale.

Ovviamente grande soddisfazione per le 5 organizzatrici della serata, che si fanno chiamare Zouzettes, cioè Tiziana Russo (titolare boutique), Chiara Moro (Public Relation), Daniela Rizzo (Ufficio stampa), e ovviamente Claudia D’Angelo e Barbara Florenzano, alle quali Affari ha rivolto qualche domanda.

In qualità di sessuologa, ritiene utili al fine di un effettivo miglioramento della vita, queste serate?

Sicuramente si. Le partecipanti appaiono sempre più assidue e motivate, il che significa che trovano un reale miglioramento delle loro prestazioni sessuali ed in generale, sono psicologicamente appoggiate dalle altre donne che sono sulla loro stessa lunghezza d’onda.

Sappiamo che ogni mese gli argomenti cambiano. Quali sono stati i più gettonati?

Penso proprio che l’argomento più richiesto sia quello della serata cioè la fellatio, che abbiamo dovuto addirittura replicare in un mese, a causa della grande richiesta di partecipazione. Ma hanno avuto molto successo anche la serata sulla masturbazione, quella sul dirty talking (seduzione con la voce). Cerchiamo sempre di variare i temi in base alle esigenze delle partecipanti. Il prossimo incontro sarà sullo scambio di coppia e su come diventare complice del proprio partner nella trasgressione.

Invece, secondo la performer Claudia D’Angelo, che ogni lunedì conduce presso il Lettere Caffè di Trastevere una divertente serata sulla poesia, il sesso è in generale un argomento davvero potente che cambia e si trasforma a seconda del momento e da persona a persona. Sempre secondo l’attrice, il tema che nelle serate Zouzettes, ha avuto più successo è stato quello della comunicazione tra uomo e donna, da sempre al centro di mille controversie e luoghi comuni. Alla fine anche il sesso, se vogliamo, è una forma di comunicazione tra persone, come le donne partecipanti, che vengono ogni mese innanzitutto per rilassarsi e divertirsi e non per parlare male degli uomini, come alcuni pensano, anzi, i maschietti dovrebbero solo esserne grati.

Infatti, secondo voi, cosa avrà fatto ogni singola partecipante alla serata una volta tornata a casa? Ovvio che è andata a letto.


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VALERIA LUZI SECONDO REMO FUIANO

http://www.remofuiano.com/model.html

Valeria Luzi

Valeria Luzi

Foto di Valeria Luzi by Michele Saccani

Valeria Luzi

Valeria Luzi

Valeria Luzi by Enrica Citoni

Valeria Luzi by Remo fuiano

Valeria Luzi by Remo Fuiano

Remo Fuiano è illustratore ed autore di fumetti.

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Il video inedito di Bruno Clair “SOGNO” con Valeria Luzi

Immagine anteprima YouTube

Il cantautore  emergente Bruno Clair, romano DOC, interpreta la canzone inedita “Sogno” nel video ideato e curato dal regista Nunzio Bertolami.  Cooprotagonista del video la scrittrice-giornalista-sceneggiatrice Valeria Luzi.

Ambientato tra il lido di Ostia e  il Giardino degli Aranci, tra gli scorci più caratteristici della capitale, come il gazometro di Ostiense, il video mostra i sogni di un artista solitario e romantico.

BRUNO CLAIR

Bruno Clair, nasce 42 anni fa, spinto da una innata curiosità da acrobata, ha vissuto sin da bambino “la strada” conoscendo i lati belli e brutti della sua città, Roma.
La sua crescita artistica è ricca di contenuti ed esperienze e tante sono le amicizie con le quali ha condiviso le sue passioni, tra cui quella del Poeta Gino Rago, dell’autore Panella e dei Pittori Greco e Bodon.
Potremmo definirlo un artistia eclettico, scrive poesie, amante di pittura concettuale, appassionato di designer d’ interni. Ma, se tutto quello che fa dovesse trasformarsi, di certo sarebbe “musica”.
Bruno scrive canzoni già da adolescente , quando quattordicenne fu ispirato dall’ emozione del primo amore e d’ allora non ha più smesso, nè di scrivere, nè di amare.
In passato ha collaborato con artisti come Brando e Venuti.
Nei sui testi, forte è il richiamo al sentimento , che si presenta prepotente dentro di lui, è per questa assoluta ragione che oggi, sia proprio Lui a voler interpretare se stesso.

NUNZIO BERTOLAMI

Dopo gli studi in Ingegneria alla Sapienza di Roma ed un master in marketing e comunicazione all’Università La Villette di Parigi, incomincia a lavorare in Rai dove si occupa della progettazione di programmi televisivi come autore e regista per diversi canali satellitari dell’azienda, da qui passerà al cinema realizzando per la Titanus il film di celebrazione dei 100 anni della sua nascita incominciando a lavorare cosi da indipendente realizzando diversi documentari e partecipando alla realizzazione di sceneggiature per la Rai e Mediaset. All’ultima festival del cinema di Cannes ha curato una retrospettiva sulla vita di Ingmar Bergman.

VALERIA LUZI

Scrittrice, giornalista e sceneggiatrice romana.

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Promoter Shoppingdonna: un esercito in rosa

11-12 Ottobre, Boscolo Aleph Hotel, Piazza Barberini, Roma: sono queste le date e il luogo da ricordarsi.

Non semplici belle ragazze a “32 denti”, ma giovani spigliate, intelligenti,
con senso della vendita e una grossa prospettiva di crescita lavorativa davanti a loro.
Cento fanciulle affascinanti e di carattere parteciperanno all’esclusivo meeting ShoppingDONNA.
A completare il pacchetto della NON-IMPROVVISAZIONE:  100 Iphone, 100 Ipad,
abbigliamento personalizzato e consulenza stilistica, trolley, kit e supporti per la vendita.
“ShoppingDONNA” a guidarle nella formazione e a farne un “esercito di soldati in rosa”
pronto a invadere pacificamente ogni città d’Italia.
Niente percorsi formativi alla Full Metal Jacket, ma un training specifico con lo scopo di affilare le armi più pericolose al mondo: quelle femminili! Grinta, determinazione, buona dialettica
e naturalmente bella presenza.
La preparazione è necessaria per un’iniziativa che già oggi vanta il primato cronologico come attività e-commerce su scala nazionale.
Il risultato non potrà che essere dei migliori quando il primato commerciale assume i toni del rosa; un circolo lavorativo assolutamente al femminile: donne sono le promoter che si rivolgeranno agli esercizi commerciali e di servizi che entreranno nel selezionato mercato online, donne sono le clienti a cui normalmente queste si rivolgono.
Shopping Donna è una realtà dinamica e in forte crescita – è la nuova frontiera del commercio e dei servizi a vantaggio di consumatori e oparatori -
è il più grande e organizzato centro commerciale a 5 stelle esistente in Italia dedicato alle donne.
ShoppingDONNA è un portale telematico che offre ai suoi clienti, ovvero i commercianti di prodotti e di servizi, la grandiosa possibilità di essere protagonisti attivi del teatro cibernetico,
di potere dare visibilità alla propria vetrina e vendere i propri prodotti online.
ShoppingDONNA è on line anche su DonnaModerna.com con una serie di link/banner sulle pagine più visitate – DonnaModerna.com è il punto di riferimento sul web per oltre 3 milioni di donne italiane e vanta 35 milioni di pagine visitate ogni mese!
Saranno le Promoter ShoppingDONNA a convincere e spiegare, con dolcezza e professionalità,
i vantaggi della visibilità sul web anche ai più tradizionalisti.
Un lavoro appagante professionalmente,  poiché saranno proprio le Promoter in prima persona con il loro lavoro a contribuire alla crescita del mercato online italiano.
Una base fissa e fino 5000 Euro mensili in proporzione alle capacità e alla voglia di fare.
Se siete in cerca di lavoro o di una svolta professionale, il reclutamento è ancora aperto;
e allora non vi chiediamo di radervi la testa e presentarvi con un coltello tra i denti, ma solo di intervenire armate di determinazione, velocità nell’apprendimento, spigliatezza e fascino.


Per info shoppingdonna.it/promoter

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Torna Brizzi con “Maschi contro Femmine”

articolo di Valeria Luzi

articolo di Valeria Luzi

di Valeria Luzi

Il regista Fausto Brizzi con il suo ultimo film “Maschi contro femmine” continua sulla scia dei suoi successi “Notte prima degli esami” ed “Ex” e non sbaglia.

Ieri sera a Roma presso l’Auditorium Conciliazione è stata proiettata l’anteprima del film di fronte al cast completo Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Sarah Felberbaum, Alessandro Preziosi, Chiara Francini, Lucia Ocone, Francesco Pannofino, Paolo Ruffini, Carla Signoris, Nicolas Vaporidis, Giorgia Wurth, Nancy Brilli, Giuseppe Cederna ed Emilio Solfrizzi. Mancavano solo Claudio Bisio e Luciana Litizzetto che saranno i protagonisti insieme a Ficarra e Picone del prossimo capitolo del film “Femmine contro maschi”, nelle sale a febbraio 2011, che sarà più incentrato sul lato femminile dell’eterna lotta tra i due sessi.

Presenti tra il pubblico numerosi VIP e attori tra cui Raoul Bova, Enrico Brignano, Pippo Baudo, Cristiana Capotondi, Nina Senicar e anche il politico Francesco Rutelli.

Non ha badato a spese il produttore Fulvio Lucisano, che lascerà tra pochi giorni il testimone dell’azienda alla figlia Federica. Sul palco insieme ad Enrico Lucherini e a tutto il cast, il produttore ha ricordato il fatto che da venerdì scorso  i principali esponenti del cinema e della televisione italiana  hanno occupato simbolicamente la Casa del Cinema in segno di protesta contro l’indifferenza del governo verso l’industria culturale  e i suoi 250.000 lavoratori.

“Maschi contro femmine” è una commedia corale all’italiana che ruota intorno al tema del conflitto tra uomini e donne, un film in cui quattro trame si avvicendano di continuo creando intersezioni serrate di rocambolesche avventure quotidiane tra i protagonisti.

Le risate sono assicurate, quasi durante ogni scena, soprattutto grazie ai personaggi di Fabio De Luigi, neopapà allenatore di pallavolo che tradisce la moglie con una giocatrice e Paola Cortellesi, infermiera che non ne fa passare una al latin lover vicino di casa Alessandro Preziosi.

Quest’ultimo colpisce anche per la sua capacità comica e non solo per il lato fisico, mentre Nicolas Vaporidis interpreta per l’ennesima volta la stessa tipologia di personaggio.

Alla fine vince sempre l’amore, anche se la morale ultima del film è racchiusa nella frase iniziale del grande Massimo Troisi: “Non è che sono contrario al matrimonio; però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi”.

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Professione book hunter

http://www.affaritaliani.it/roma/professione_book_hunter181010.html

di Valeria Luzi

Il volume di Simone Berni “Manuale del cacciatore di libri introvabili” – edito da una piccola ma combattiva casa editrice, la Biblohaus di Macerata www.biblohaus.it/ – ha due livelli di lettura. Nel primo è un prontuario di teoria e tecnica della caccia al libro raro e introvabile, con relative spiegazioni e preziosi suggerimenti per chi volesse far diventare questa attività anche una professione; il secondo è un viaggio attraverso alcuni delle migliaia di libri rari, rarissimi e introvabili custoditi dall’autore nella sua residenza toscana tra cui quello del quale l’autore ha ironicamente citato la copertina: l’introvabile Questo è Cefis, la biografia non autorizzata del presidente dell’Eni e della Montedison, Eugenio Cefis scritta da un mai identificato Giorgio Steimetz, pubblicato nel 1972 dalla “fantomatica” Agenzia Milano Informazioni e subito fatta sparire da tutte le librerie e le biblioteche italiane, persino dalla Biblioteca Nazionale di Roma e Firenze. Il libro introvabile per eccellenza e che i collezionisti si disputano a colpi di migliaia di euro. Raggiungiamo Berni sulla pagina del network Facebook, dove  racconta che sta lavorando alacremente alla stesura del prossimo libro del quale non può svelarci nulla, ma che la parte tecnica della sua professione di book hunter l’ha riversata tutta nel libro appena uscito. “Non esiste nessuna Spectre, che sistematicamente faccia sparire i libri fastidiosi al potente di turno, però è impressionante notare come alcuni volumi abbiano potuto influenzare il destino di chi li ha scritti – spesso usando pseudonimi fantasiosi – e delle case editrici che li hanno pubblicati. Alcune addirittura dopo aver edito i volumi sono misteriosamente scomparse, oppure inglobate in realtà più grandi. E i libri in questione mai più pubblicati. Con il mio manuale ora tutti avranno la possibilità di verificare se nella biblioteca di famiglia c’è qualche raro e costoso volume da custodire gelosamente. Per gli editori italiani e i direttori editoriali, il mio libro può essere uno stimolo a setacciare i cataloghi storici alla ricerca di preziose gemme che stanno invecchiando coperte dalla polvere”.

recensione di Valeria Luzi

recensione di Valeria Luzi

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