O Vasco divino,
ti prego insegnami ad avere una vita come canti tu.
Maleducata, esagerata, ma soprattutto dammi la forza di fregarmene di tutto! Grazie… ah e quasi dimenticavo, Amen”
In effetti, analizzando il testo della celebre canzone con cui sono cresciuta e, che ancora oggi ascolto sempre volentieri, mi sorprendo delle vere e proprie somiglianze con la mia vita reale.
Dunque, iniziamo dal principio.
“Voglio una vita maleducata”. Beh, se per maleducata intendiamo anticonvenzionale e aldilà delle regole, allora direi che ci siamo. Se, invece, per maleducata si intende dire parolacce, ruttare e fare gestacci in giro, purtroppo o per fortuna ho ricevuto un’educazione anche troppo rigida quindi devo veramente sforzarmi tanto per infrangere le regole, e devo ammettere che quando lo faccio, mi sento proprio bene!
“Voglio una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormono mai”
Questa frase mi taglia proprio a pennello. Sono sempre stata un animale notturno e svegliarmi presto non fa proprio parte del mio DNA.
Quando sono costretta a svegliarmi presto è una specie di tortura cinese. Lo è sempre stata, sin dall’epoca della scuola. Mi svegliavano alle 7 (che per il mio bioritmo equivalgono alle 3 di notte, circa), e fino alle 10-11 la mia era solo una sveglia apparente. In realtà, dentro di me, ero ancora persa in un sonno vigile molto simile al sonnambulismo cronico.
Invece, di notte sono sveglia come un grillo. Ho sempre studiato, letto e scritto in orario notturno. Indovinate che ora è adesso?
E non è una questione di abitudine, è una questione genetica. Io, Vasco e tanta altra gente siamo nati proprio così e lo dobbiamo accettare. Punto e basta.
Comunque il massimo del “non dormire mai” l’ho raggiunto a New York, dove ho vissuto un anno.
Non a caso è soprannominata la città che non dorme mai, dove tutto è aperto 24 ore su 24. Infatti, anche grazie al caffè e alla Red Bull, a New York riuscivo a vivere a 300 all’ora non fermandomi mai. Tra la scuola, il lavoro e, soprattutto il divertimento, era difficile trovare il tempo per dormire, ma le rare volte che entravo in contatto con il materasso, cadevo in una specie di coma profondo dal quale riuscivano a svegliarmi solo dopo minimo 3 sveglie.
L’unico problema di quando non dormo mai è che divento leggermente paranoica-fobico ossessiva, oltre a balbettare, quindi per il bene della povera umanità inconsapevole che mi circonda cerco sempre di riposare almeno 8 ore al giorno.
Ma proseguiamo con l’analisi del testo.
Innanzitutto vorrei sapere: dove minchia è questo famoso Roxy bar???
Vabbè che dopo la canzone ne avranno aperto almeno uno in ogni paese, ma originariamente Vasco, dove lo è andato a pescare questo posto?
In effetti, sono stata in così tanti bar sparsi per il mondo che è molto plausibile che io mi sia anche bevuta il famoso whisky in questo famoso Roxy bar. Ma perchè il whisky?!? Non è possibile avere un altro drink?!
E’ che mi fa diventare aggressiva, l’ultima volta che ho esagerato con il Jake Daniels, mi sentivo una via di mezzo tra l’incredibile Hulk ed il giustiziere della notte. Nessuno mi si poteva avvicinare o era morto. Non sono cose carine.
Se potessi invitare Vasco al bar gli offrirei di sicuro il mio drink preferito, cioè la tequila che mi fa ridere a crepapelle fino a cadere dalla sedia. Mai successo, che io mi ricordi!
Tre anni fa ho preso talmente in parola il testo di questa canzone che mi sono proprio messa a lavorare in un bar, ma non in un bar qualunque. Il mio bar era a Broadway, accanto ai teatri più famosi e quindi, mi sono veramente ritrovata davanti alle stars, numerosi attori e cantanti che passavano per il centro del mondo, “ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi”.
E se riguardo indietro alla mia breve ma intensa vita, altro che vita spericolata, altro che vita esagerata… la mia è stata ed è molto meglio di quella dei film.
Con tutto il rispetto per Steve McQueen e per Vasco ma non penso siano solo le corse con le macchine o l’abuso di alcool e droga a rendere una vita spericolata.
Al giorno d’oggi ritengo che la cosa più avventurosa e temeraria che si possa fare è fidarsi del prossimo e soprattutto abbassare le proprie difese ed amare.
Il coraggioso è chi si butta a capofitto in nuove storie e chi vince le proprie paure in nome di un ideale, sperando nella buona sorte, perchè ovviamente “…è una vita di quelle che non si sa mai”.
Vi assicuro che avere un sogno e lottare ogni giorno per concretizzarlo è una delle cose più spericolate che si possa fare.
L’unica cosa su cui non sono d’accordo Vasco, scusa, è la vita piena di guai. Già le bollette, le multe, i lavori precari, le catastrofi naturali e gli attentati sono abbastanza… vogliamo aggiungere qualcos’altro!? Ah, mi sono dimenticata la cellulite irreversibile.
Alla fine Vasco ha sempre ragione, perchè per amare, sognare e vivere, insomma per essere spericolati, bisogna fregarsene di tutto, compresa la simpatica cute a buccia d’arancia, e su quello ancora ci sto ancora lavorando.












