ORMAI SEI UNA DONNA! NON E’ STUPENDO?
di Valeria Luzi
Quando penso ad una donna, il primo viso che mi viene in mente e’ quello di mia nonna in quella foto in bianco e nero, da sempre appesa nel salone della casa dove sono cresciuta. Scattata nell’estate del 1938, il ritratto riprende una bella giovane sorridente che cammina in un giardino fiorito chissa’ dove. Lei ha i capelli scuri corti, leggermente abboccolati da un lato, e’ vestita di bianco e guarda con occhi profondi di fronte a se’.
Spesso mi soffermavo a confrontare la ragazza della foto con la donna che faceva l’uncinetto sul divano e la mia mente da bambina non riusciva a capire come fosse possibile che le due figure fossero la stessa persona.
Quel volto rugoso, quella schiena curva, quegli occhi stanchi incorniciati dai soffici capelli bianchi non potevano essere gli stessi della foto!
Allo stesso modo, non riuscivo a concepire l’idea che anche io piano piano sarei cresciuta diventando alta come la ragazza della foto (e anche qualche centimetro in piu’) e che una fredda mattina del febbraio 2010, svegliandomi, avrei scoperto la prima ruga.
Iole, mia nonna paterna, aveva 28 anni in quella foto. La mia stessa eta’ adesso.
Era ancora single ed era un record per l’epoca. Non come me che non ci penso nemmeno lontanamente a mettere su famiglia.
Lei, invece, come diceva sempre, avrebbe tanto voluto sposarsi e avere tanti figli il prima possibile ma era stata lasciata quasi all’altare dal suo fidanzato e c’era rimasta un po’ scottata. Povera nonna! Spero che tu non mi abbia vista, da lassu’, quando qualche anno fa’ ho lasciato il mio ex pochi mesi prima del matrimonio.
Ma lei era fiduciosa e sapeva che prima o poi si sarebbe sposata. Era nata per fare la madre, glielo dicevano tutti! L’unica cosa che non poteva prevedere era che da li’ a poco si sarebbe scatenata la guerra piu’ grande e crudele di tutti i tempi.
Come nemmeno io avrei mai pensato di trasferirmi all’estero e, addirittura, vivere un anno a New York.
Una volta terminato il conflitto, Nonna Iole si gioco’ alla grande il suo ultimo round, riuscendo a coronare tutti i suoi sogni, sposandosi a “soli” 37 anni. Meglio tardi che mai!
Io, invece, dopo aver combattuto strenuamente contro tutti i miei demoni, posso dichiarare di aver realizzato il mio piu’ grande desiderio a “soli” 27 anni, riuscendo a pubblicare il mio primo libro “Figabook”.
Spesso mi sono chiesta cosa avrebbe pensato nonna della mia vita, del mio libro e del mio lavoro.
Chissa’ che faccia avrebbe fatto l’11 settembre 2001. Chissa’ cosa mi avrebbe regalato per la mia laurea. Chissa’ se avrebbe imparato ad usare il computer. Chissa’ se avrebbe visto il Grande Fratello. Chissa’ se si sarebbe iscritta su facebook. Magari, come lei mi ha insegnato a cucinare e a cucire, io avrei potuto insegnarle a guidare la macchina e a parlare in inglese.
Chissa’ cosa mi avrebbe detto oggi che ho scoperto la mia prima ruga! Forse la stessa cosa che mi disse ridendo quando corsi da lei terrorizzata la prima volta che vidi il sangue nelle mie mutandine.
“Ormai sei una donna. Non e’ stupendo?”
Avrei voluto risponderle arrabiata che, se essere donna significava sanguinare ogni mese, non era per niente stupendo! Ma, almeno, tacqui, essendo consapevole di non avere minimamente idea di cosa significasse essere donna.
Devo ammettere che nemmeno adesso, che lo sono – o, almeno, dovrei esserlo! – mi sentirei in grado di spiegare cosa vuol dire essere donna.
Pero’, quando parlo con Nonna Iole nel mio cuore, le rispondo sorridente che si, e’ proprio stupendo essere donna, anche quando la sindrome premestruale fa perdere la testa, anche quando si ha a che fare con uomini che non si possono definire tali e anche quando penso che piano piano diventero’ una bella vecchietta rugosa e ricurva proprio come lei – e forse anche di piu’!
