http://periodicoitaliano.info/2010/02/22/i-bambini-se-ne-freganoe-fanno-bene/
Sara’ da imputare al fatto che oggi e’ tragicamente lunedi’ oppure alla pioggia incessante? Saranno i 5 giorni che mancano ancora al venerdi’? Sara’ che ho poche ore di sonno, tanto lavoro arretrato e nessuna voglia di farlo?
O forse e’ solo che ho avuto la brillante idea di inizare una dieta stile campo di concentramento proprio oggi, di lunedi’, con la pioggia, da sola e inchiodata alla scrivania?
So solo che oggi, dal primo secondo che ho aperto gli occhi, ho capito che non era giornata e che non si sarebbe raddrizzata nemmeno se avessi fatto 6 al superenalotto.
Ormai mi conosco da 28 anni e so benissimo che quando mi sveglio cosi’, l’unica cosa sensata da fare e’ voltarmi dall’altra parte e continuare a dormire fino al giorno successivo.
Oggi, invece, mentre fissavo il vuoto durante la colazione, ho avuto la geniale idea che vedere il mio dolce nipotino avrebbe potuto risollevare interamente le sorti della giornata. Come se quel povero piccoletto fosse una specie di toccasana per il buon umore.
Avevo fatto i conti senza l’oste.
Avrei gia’ dovuto capirlo dallo strano silenzio che regnava in casa quando sono entrata per pranzo.
Poi mia madre ha parlato.
“Gabriele dorme ed e’ meglio cosi’ perche’ oggi si e’ svegliato proprio storto”
“Come lo capisco!”, ho risposto di getto.
A quel punto mia sorella mi ha lanciato l’occhiataccia preoccupata che ben conosco.
“Ti assomiglia cosi’ tanto in tutto”
Non si capisce se e’ un complimento o una condanna a morte.
In effetti, da una parte sono felice che Gabriele mi somigli. Dall’altra, proprio per il suo bene, vorrei che avesse un carattere semplice e lineare come tanti, invece del mio cervello che necessita del porto d’armi.
Perche’ adesso che ha 2 anni puo’ ancora permettersi il lusso di sonnecchiare tutto il giorno se e’ di cattivo umore, di salutare solo chi vuole e soprattutto di dire la verita’ in faccia alle persone.
Quando una cosa fa schifo per Gabriele e’ cattiva e non ne vuole piu’ sentir parlare.
Quando qualcuno gli sta antipatico e’ brutto e non gli fa nemmeno un sorriso.
Quando vuole chiedere qualcosa chiede, nella sua strana lingua, e sono gli altri che si devono sforzare di capirlo.
Gabriele ancora se ne frega delle regole e dell’etichetta. Se e’ triste, stanco o arrabiato, lui piange punto e basta. E non si nasconde. Perche’ dovrebbe.
Oggi vorrei essere lui.
Vorrei sapermene fregare e dire a tutti in faccia cosa penso di loro. Vorrei non dover indossare una maschera quando non sono in vena. Soprattutto vorrei non aver paura della verita’.
Vorrei saper scoppiare a piangere a dirotto per sfogare tutta la mia rabbia.
Al suo risveglio Gabriele mi ha guardato insonnolito con l’aria di chi che ha gia’ capito tutto.
Io gli ho fatto l’occhiolino complice e lui finalmente ha sorriso, come per dirmi:
“Oggi passera’, non ci pensare”

Grande vale’ !!
e lui, più grande di te!!