VALERIA LUZI: DALL’IRRIVERENTE “FIGABOOK” ALL’IRONICO “MA CHE CI FACCIO A MEDJUGORJE?!?”

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L’autrice romana di “Figabook”, sexy fiaba edita da Aliberti nel 2009, cambia totalmente genere passando dalla vagina ossessionata dalla ricerca del pisello azzurro alla cronaca semiseria di un pellegrinaggio serissimo a Medjugorje, posto più mistico e religioso della terra.
Racconto di un viaggio assolutamente non pronosticato, ma quasi imposto dai genitori che cercano di farla riconvertire al cattolicesimo nei modi più assurdi e che finisce, invece, per essere il motivo di ritrovo non con Dio, ma con una delle figure più importanti della vita dell’autrice, cioè il padre.
Su Medjugorje sono stati scritti numerosi libri, ma questo è di sicuro il primo che tratta l’argomento in modo ironico e disincantato, ma pur sempre con grande rispetto per coloro che credono.
Il pellegrinaggio rappresenta per la scrittrice una metafora della vita dove si susseguono emozioni di tutti i tipi e soprattutto un pretesto per compiere un bilancio della propria esistenza.
Valeria Luzi, attivissima on line specialmente nei social network Facebook e Twitter, ha deciso di liberarsi dalle tradizionali logiche editoriali e di autopubblicare la sua seconda opera on line sul famoso sito Amazon.it, dove dal 13 maggio in poi si potrà scaricare il romanzo in formato Kindle, Iphone e Ipad. (info@valerialuzi.it)
Il bello degli ebook è che non hanno confini, quindi ulteriore novità è che l’opera “Ma che ci faccio a Medjugorje?!”, sarà disponibile anche in lingua inglese e tedesca.
Ma veniamo all’emblematico incipit dell’ebook:
“Nel 1981 sono successe un sacco di cose importanti. Soprattutto nell’arco di 3 mesi.
Infatti, a maggio c’è stato l’attentato a Giovanni Paolo II, a giugno sono iniziate le apparizioni a Medjugorje e a luglio sono nata io. Mia madre direbbe che tutto ha un senso nella mente di Dio e che tutti e tre gli eventi sono correlati tra loro, invece, per me è solo un caso”.
E’ un libro capace di suscitare emozioni molto altalenanti ed intense.
Dall’ilarità, anche grazie ai racconti sulla stitichezza cronica dell’autrice.
“(…)Quando si va in vacanza divento quasi sempre dispensatrice universale di supposte di glicerina, microclismi e consigli vari. Certe volte penso che potrei anche inventarmi una professione sull’argomento. Tanto ormai se ne sentono di tutti i colori e non credo che qualcuno si sconvolgerebbe a consultare una consulente deiezionale o prendere un appuntamento con un agente intestinale”.
Fino ad arrivare all’emozione per aver ricevuto una carezza paterna, passando per le battute in romanesco di Marco, un ragazzo in sedia a rotelle, giullare del gruppo.
Ovviamente si parla di religione, ma sempre con estrema leggerezza ed ironia.
“(…)Uno di questi eventi mi portò a Vicenza per la fiera nazionale degli articoli religiosi, che io nemmeno sapevo esistesse. Fu là che scoprii l’acquasantiera elettronica che spruzza l’acqua quando sente avvicinarsi la mano, come nei bagni pubblici. Rimasi incantata di fronte al rosario portatile, tipo Ipod, con tanto di cuffie per pregare in compagnia o anche facendo jogging.
Per non parlare del vangelo digitale connesso wireless and internet per tutti gli ultimi aggiornamenti.”
“(…)Alcuni gruppi si fermavano alle stazioni della Via Crucis per unire l’ascesa alla montagna con la preghiera. Io, invece, pensavo che dopo quell’allenamento i miei glutei sarebbero stati di marmo. Altro che le lezioni di step o gag in palestra!”
L’autrice in questo racconto semiserio, con la capacità di sdrammatizzare che la contraddistingue, riesce invece a portarci alle lacrime e a farci correre ad abbracciare i nostri genitori.
E’ un’opera in cui ,tutto il grande vissuto, positivo e negativo dell’autrice – dal trauma per la separazione dalla sorella suora, al dramma dell’alcolismo e ai suoi due anni di vita all’estero – vieni fuori di getto come in una confessione fiume.
“(…) Mi avevano invitato in tanti posti strani nella mia vita, ma un primo appuntamento ad una veglia pasquale non me lo aveva mai proposto nessuno. Certo che si rimorchia più a Medjugorje che in discoteca!”.
Chiunque può trovare spunti di introspezione, dal rapporto genitori-figli, alla sofferenza per la malattia, al credo incondizionato nella religione, fino all’autoironia di alcuni personaggi.
Cominciare a leggerlo e sperare di smettere prima della fine è quasi impossibile.
Vita e miracoli di Valeria Luzi
Valeria Luzi, quasi 31 anni, non appartiene alla specie umana, l’immagine alla quale si avvicina di più è quella del mercurio che fuoriesce da un termometro rotto (avete mai provato?) è stata nell’ordine: impiegata, hostess, editor e wedding planner – si è cimentata nello studio dell’inglese lavorando per periodi prolungati all’estero tra Londra, New York e Barcellona.Viaggiando per il mondo scopre le sue vere passioni: la scrittura e il viaggio, che rappresenta una delle sue fonti d’ispirazione. Ora come ora, vive a Roma dove collabora freelance con alcuni giornali e produzioni cinematografiche, finchè non ripartirà per vivere qualche altra vita.
Copertina di Francesca Pescitelli, Traduzione di Stefanie Deutzer, Booktrailer di Nunzio Bertolami, Effetti speciali di Cesare Giana, Grazie speciale a Attilio Gentile